Nel consiglio comunale del 14 novembre 2005 la maggioranza, escluso il capogruppo dimissionario Lodovici Giacomo che ha successivamente abbandonato il gruppo di maggioranza, ha approvato due piani attuativi di lottizzazione relativi a nuovi insediamenti residenziali posti a nord di via san Bernardino.
Per inquadrare al meglio la portata della decisione è opportuna fare una breve cronistoria: a marzo 2005 il consiglio comunale aveva approvato il nuovo piano regolatore che prevedeva che le due aree edificabili a nord di via san Bernardino, confinanti con il comune di Treviolo, avessero una fascia di verde privato come barriera naturale alla strada Boffalora ed alle aziende di Treviolo. L'area rimanente poteva essere edificata rispettando gli standard primari da cedere al comune quali i parcheggi ed il verde pubblico.
Il progetto presentato dal progettista per conto dei lottizzanti, proprietari dei terreni, prevedeva la sovrapposizione del verde pubblico da cedere sull'area della fascia di rispetto che il PRG (piano regolatore generale) prevedeva come verde privato quindi incedibile. Giustamente l'ufficio tecnico, con atto del 17 ottobre 2005 prot. 8867, rilevava che "i piani attuativi così come presentati non risultano, pertanto, essere procedibili in quanto non conformi alle previsioni del PRG vigente." Anche le commissioni urbanistica ed edilizia in seduta comune, per ben tre volte, hanno ribadito la loro contrarietà a tale soluzione con voto favorevole dei soli assessori. E' utile ricordare che le commissioni hanno solo carattere consultivo e i membri rappresentano le maggioranze del consiglio comunale quindi anche i rappresentanti della maggioranza hanno votato contro tale progetto ad esclusione dei due assessori come già detto.
Nonostante tutto questo la maggioranza ha preferito approvare due varianti al PRG per poter rendere il progetto realizzabile: veramente anomalo il fatto che debba essere il piano regolatore a adattarsi al progetto presentato e non il contrario.
Il risultato di questa decisione dell'amministrazione è quella di rinunciare a parte del verde come ad esempio ad un piccolo parco pubblico: senza l'approvazione delle varianti avremmo avuto un'area di verde privato come fascia di rispetto e un'altra area di verde pubblico all'interno dei piani di lottizzazione, con la scelta dell'amministrazione abbiamo rinunciato al verde pubblico all'interno dei piani di lottizzazione sovrapponendo tale area alla fascia di verde privato. Quindi niente piccolo parco pubblico in una zona senza verde, e che nei prossimi anni avrà una forte espansione residenziale, ma un'area di verde pubblica con "un tipo di piantumazione piuttosto fitta, preferibilmente con forte impianto di tipo boschivo" confinante con una strada provinciale. I nostri amministratori vogliono farmi credere che abbiamo fatto un affare a rinunciare ad un parco pubblico e ad una fascia di verde privato come barriera ecologico-ambientale con gli insediamenti di Treviolo in cambio di un bosco a nord del paese e che diventerà ben presto una discarica a cielo aperto ad essere ottimisti.
L'amministrazione di Lallio è riuscita a copiare dai nostri governanti nazionali quello che molti avevano già criticato: a Roma per sanare i bilanci pensano alla finanza "creativa", nel nostro piccolo abbiamo l'urbanistica "creativa" per realizzare un bosco inutile sia per dimensioni (18 metri x 80) che per le possibilità di godimento da parte della popolazione e seguendo la prassi del legislatore di creare norme "ad personam" s'inventano varianti "ad progettistum" o "ad lottizzantum" anteponendo l'interesse di pochi a quello della collettività.
Alla fine di questa lunga analisi nascono spontanee alcune domande:
- perché dobbiamo rinunciare a del verde pubblico in una zona a forte impatto residenziale per portarci a casa un bosco inutile?
- perché dobbiamo variare il piano regolatore a meno di 10 mesi dalla sua approvazione per accogliere progetti non conformi presentati da un architetto che è rappresentante della maggioranza in commissione edilizia?
- dov'è l'interesse pubblico in operazioni di questo tipo?
Ai cittadini le ardue risposte.
Ultima nota di colore, per tutti coloro che fossero interessati ad acquistare immobili nelle nuove residenze che sorgeranno a nord di via san Bernardino, li invito a leggere con molta attenzione la convenzione stipulata dai lottizzanti con il comune perché la manutenzione del verde pubblico come fascia di rispetto, o bosco del sindaco come dir si voglia, è a carico degli attuatori e successivi aventi causa (acquirenti degli appartamenti): quindi i fortunati acquirenti avranno un appartamento con box, cantina e quota di bosco da mantenere.
Per tutti coloro che fossero interessati ad esprimere la loro opinione in merito a quest'argomento, possono collegarsi al sito www.ideaperlallio.it, accedere al forum e lasciare il proprio commento.
Gruppo consiliare
"un'idea per Lallio"
Consigliere comunale
Midali Fabio